Primi passi sul ghiaccio (parte 1 di 2)

FullSizeRenderLa settimana scorsa abbiamo avuto modo di affrontare il discorso su come iniziare la propria avventura sulle cascate di ghiaccio. Quello che oggi voglio condividere con voi sono una serie di consigli sul modo più efficiente di affrontare il ghiaccio (più o meno) verticale.

La lettura può essere anche un utile ripasso a inizio stagione, con la consapevolezza che verranno trattati i principi basilari (niente tecniche avanzate per fare il 5° grado in questo articolo) per una progressione efficace ed efficiente.

Cominciamo nell’ordine che suggeriva per l’arrampicata il custode del Brenta: “si arrampica prima con la testa, poi coi pié, infine con le mani” (B. Detassis).

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Cascate di ghiaccio, come iniziare da zero

Nel periodo che corre tra Dicembre e Marzo, l’arco alpino ci regala un fenomeno di raro fascino: le cascate di ghiaccio.

Val TravenanzesQueste meravigliose strutture colpiscono lo sguardo che vi si posa per il delicato intreccio di forme e colori che l’acqua e il gelo dipingono.

Chissà quale sarà stato il pensiero del primo alpinista che ha avuto l’ardire di salire su una struttura così effimera, che ha sentito quel richiamo di avventura che da sempre spinge l’essere umano verso l’ignoto.

Oggi forse tale sentimento ci è precluso, perché siamo già consapevoli che scalarle non solo è possibile, ma è anche divertente.

Proprio per questo, vorrei dedicare alcuni piccoli consigli rivolti a chi voglia provare la sensazione di scalare su una materia solida e fragile allo stesso tempo, che ogni anno si propone con forme diverse, per un periodo tanto breve quanto emozionante.

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Molla tutto, il blog

Chiunque abbia frequentato un corso CAI, sa che “molla tutto” è il comando tipico dell’alpinista arrivato in sosta. Significa “sono arrivato in un punto sicuro, puoi smettere di tenermi la corda”.

Idealmente, con queste 2 parole esprimiamo la nostra sicurezza senza più nessuno che ci tenga per mano. E ci siamo costruiti questa sicurezza da soli, con tutte le responsabilità e le gioie che ne derivano.
Non è una sicurezza definitiva -forse è addirittura più aleatoria che reale- perché il viaggio continua e dovremo sempre cercare un’altra sosta nel nostro progredire, lasciando le certezze raggiunte alle spalle.
Ma questo grido di libertà, seppur per poco, ha il sapore di una piccola – e inutile (parafrasando L. Terray) – conquista.

 

Questo blog nasce dalla mia passione per la montagna, e il mio desiderio è quello di utilizzare questo spazio virtuale per condividere le mie esperienze, con la speranza che possano essere d’aiuto a chi voglia affacciarsi a questo meraviglioso mondo, un passo dopo l’altro.