Fessura Dimai in 5 Torri

Questo fine settimana io e Serena abbiamo deciso, con un paio di amici, di andare a godere della bella giornata di sole in un piccolo angolo di paradiso: il gruppo delle 5 Torri. Lì ci sono numerosissime vie di arrampicata, per ogni gusto e grado di difficoltà, con avvicinamenti e rientri comodi e pareti assolate e invitanti. Il piano iniziale prevedeva di salire la via Miriam sulla Torre Grande (Cima sud).

 

IMG_4139
colazione con vista 🙂

La zona credo sia una tra le più fotografate delle Dolomiti, e anche tra le più frequentate. Solo domenica, infatti, mentre aspettavamo due amici da Verona, ci hanno raggiunto ben 3 corsi roccia del CAI (!). Un’idea originale, la nostra 😀

IMG_4151
stessa strada, un (bel) po’ di macchine dopo…e altre ne arriveranno!

Decidiamo così di prendercela con calma, e scegliamo tra gli itinerari (assai pochi) lasciati liberi dall’orda che ci precede: vince la Fessura Dimai, linea già addocchiata da Gigi e dalla logica impeccabile! Si sale infatti seguendo per buona parte della parete una fessura che, a tratti, si allarga fino a diventare camino. Il passo chiave di VI, descritto come molto tecnico e ben protetto, promette di aggiungere il giusto pepe alla salita senza prendersi per questo rischi inutili.

IMG_4165
L’arrampicata si svolge sempre in un ambiente da cartolina, sin dalla prima sosta!
IMG_4174
ma è solo dal terzo tiro che si percepisce davvero la verticalità di questa Torre!

L’esposizione è entusiasmante, e i tiri si susseguono piacevolmente uno dopo l’altro, in un crescendo di impegno e di soddisfazione, seguendo la via più logica per la cima. Il fatto poi di trovare in loco un misto di chiodi, spit e resinati (quindi protezioni fisse) non mi turba affatto, anzi! Queste pareti sono da molti anni la palestra degli Scoiattoli di Cortina e meta di numerosissime cordate provenienti da tutto il mondo, è normale che negli anni siano state “addomesticate”, e proprio questo mi ha permesso di cimentarmi con difficoltà che, altrove, avrei evitato. Detto questo, un avviso ai ripetitori: occorre comunque integrare qua e là, non aspettatevi una via sportiva!

Il diedro prima del passo chiave, poi, richiede a un certo punto di uscire per superare una strozzatura: la foto di Serena forse non rende, ma è assolutamente entusiasmante!

Per quanto riguarda invece il passaggio chiave, devo ahimé confessare di non averlo affatto capito, e qui arriva la lezione. Guardando la relazione, ho deviato verso destra, uscendo dalla fessura con un passo molto atletico che mi ha richiesto due tentativi per riuscire a superarlo (a buon intenditor…!). Ho sbagliato, e in effetti ho incontrato difficoltà ben superiori a quelle descritte. Con maggiore attenzione, dal disegno avrei potuto capire che non dovevo andare più a destra del resinato, ma lì per lì avevo pensato “salgo, poi devio un po’ a destra come da schizzo, poi riprendo la fessura”, e così ho fatto. Che non è nemmeno male come passaggio, anzi, solo parecchio più duro.

Cercando dopo in rete, ho trovato la soluzione (per i curiosi, suggerisco questo link intraigiarun), e anche una valutazione un po’ più severa delle difficoltà (SassBaloss).

Detto questo, sono combattuto.

Sarebbe forse stato meglio leggere prima (cioè la mattina stessa alla partenza) tutto quello che sia stato scritto su quella via? Se avessi fatto così, avrei trovato il passaggio corretto e sarei salito con molte meno incertezze. E non avrei quella voglia che ancora resiste giorni dopo di tornare a vedere come andava fatto…

Ma non mi sarebbe piaciuto!

Non mi ritengo certo un avventuroso, anzi. Però una delle soddisfazioni -quando riesce- nei miei pellegrinaggi verticali è cercare di capire le scelte dei primi che sono saliti, ed entrare così in una specie di sintonia con loro. Qualche volta riesce, oggi no (lezione per il futuro: se tutta la via ha seguito una fessura, non cercare il passaggio nello strapiombo accanto! 😀 ). Però il divertimento non è mancato, soprattutto per aver potuto condividere questa esperienza con amore e amici. E non è proprio poco!

IMG_4183
Dopo il passaggio chiave, gli sforzi sono ripagati da una sosta comoda con una vista strepitosa della Tofana di Rozes
IMG_4195
e anche la vetta non è certo da meno!

Un piccolo suggerimento: la discesa indicata nella relazione (ho usato la guida del Bernardi) può risultare un po’ macchinosa. Appena sotto l’ometto di sassi che segna la fine della via Miriam, è stata allestita una nuova calata da 35m che deposita direttamente in un grande anfiteatro. Da lì, si procede verso la Cima Ovest (con una piccola spaccata nel tratto iniziale) e si affronta una seconda calata che deposita sul sentiero che gira intorno alle Torri.

IMG_4203
Il lato di parete con l’ultima calata
IMG_4259
Grazie amici, senza di voi sarebbero solo rocce!

Gli aneddoti sarebbero ancora numerosi, ma per oggi può bastare.

Buone arrampicate, a presto

IMG_4189
c’è chi in vetta riposa, c’è chi sistema il materiale…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...