2 giorni in Grignetta: la mia prima volta da istruttore!

Ci siamo. E’ arrivato il momento di accompagnare degli allievi di un corso di alpinismo nella loro prima arrampicata in ambiente. Come neo-istruttore, spero di riuscire a trasmettergli la passione e l’attenzione maniacale che questa attività richiede, senza dimenticare di farli divertire!

Non sembra facile, eh?!

IMG_4385
in ordine sparso lungo la Cresta Cermenati, tanto per fargli capire subito che l’alpinismo è sofferenza 😀

In questa due giorni di corso, la zona prescelta è la Grigna meridionale, che offre numerosi itinerari di grado contenuto e lunghezza piacevole: l’ideale per muovere i primi passi. Non che manchino vie ben più impegnative, ma non siamo qui per quelle.

Questa zona, storicamente, è la “palestra” dove i Lecchesi si preparano alle loro salite in montagna. Nonostante questo, siamo riusciti a salire gli itinerari prescelti senza trovare altre cordate: ci vuole una bella fortuna, quando ci si muove in tanti!

IMG_4389
Non mancano, già lungo il sentiero per raggiungere i Magnaghi, dei tratti esposti dove dover prestare attenzione, specie attraversando il Canalone Porta

Io, entrambi i giorni ho arrampicato nel settore Torrione Magnaghi Meridionale, su due vie differenti: lo Spigolo Dorn e il camino Meridionale.

La prima, lo devo confessare, mi è parsa una via senza carattere, perché non ha una linea evidente, ma risale una parete abbastanza uniforme come difficoltà. Non dico che sia brutta, ma non mi resterà certo impressa per l’arrampicata. E’ stata comunque una salita piacevole, nella quale il mio allievo si è dimostrato curioso e per nulla intimorito dalla verticalità, cosa per niente scontata quando si passa dalla falesia alle pareti “vere”.

Per quanto riguarda i nodi, quando gli serviranno sono sicuro che imparerà a farli come si deve. Per adesso, mi accontento che abbia capito l’importanza di un controllo costante di quello che si fa (tipo: non mollare la corda con cui mi fai sicura…).

IMG_4400
Riccardo alle prime prese con l verticalità: se l’è cavata alla grande!

Molto più interessante, invece, la seconda via, che costringe ad adottare una tecnica spesso necessaria nelle scalate dolomitiche, ma completamente in disuso nelle palestre di roccia: la tecnica di camino, basata sulla spinta lungo le pareti (con le gambe o, talvolta, anche con la schiena!) piuttosto che l’appendersi alle prese!

IMG_4427
La parete meridionale, fotografata in un raro momento in cui si sono diradate le nebbie che l’avvolgevano: sulla sinistra, la singolare struttura del Sigaro Dorne

Anche qui, un plauso alla mia cordata, che ha saputo affrontare le difficoltà incontrate, e superarle! Nonostante il grado facile, infatti, il camino ha richiesto molto impegno da parte loro per essere salito. Si tratta, senza dubbio, di una sfida più mentale che fisica, che spero abbia insegnato una lezione importante: il grado, nell’arrampicata, è solo una parte di un quadro molto più complesso. Sono convinto che, in futuro, Michele e Silvia si ricorderanno bene che non conta solo quello, ma anche il tipo di salita, l’ambiente, le protezioni che si riescono – o non riescono!- a mettere…

IMG_4432
fin qui, il camino è ancora abbastanza “aperto”
IMG_4440
Nel terzo tiro, invece, ci si sente letteralmente “inghiottiti”

Per quanto mi riguarda, devo dire che mi è piaciuto molto accompagnare questi ragazzi, perché ho rivisto in loro la curiosità che avevo anch’io quando ero allievo. Non tutti proseguiranno la loro attività in montagna, di questo ne sono convinto. Anzi, magari nessuno di loro lo farà.

Eppure, credo che ognuno ne avrà, a suo modo, tratto qualcosa di utile, e questo già mi basta per decidere che voglio continuare a dedicare un po’ del mio tempo libero -ahimé sempre troppo poco- alla scuola, per provare a diffondere quello che ho studiato e appreso sul campo. Anche se nessuno dei miei allievi dovesse poi andare in montagna per conto proprio, sento che comunque non avrei sprecato il mio tempo.  Anzi, sono intimamente convinto che siamo fatti per condividere le nostre esperienze con il prossimo, e che questo ci arricchisca.

IMG_4451
la gioia, una volta usciti di nuovo al sole 😀

Altri pensieri mi corrono in mente, assai meno gioiosi, ma ci sarà tempo per approfondirli. Purtroppo, l’alpinismo (in qualsiasi forma) per quanto meraviglioso, resta un’attività pericolosa, dove il rischio è ineliminabile. E ci penso, quando suggerisco ad altri di provare. Ci si prende una bella responsabilità morale.

Buone arrampicate, e valutate sempre bene ciò che fate.

L’alpinista è un uomo che conduce il proprio corpo là dove un giorno i suoi occhi hanno guardato. E che ritorna. (Gaston Rébuffat)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...