3 giorni in Presanella

Il tempo scorre diversamente quando cambiano l’ambiente intorno a noi e le attività quotidiane. Quando la fatica ti riposa, e la mente vive solo l’esperienza del presente. Così, un week end lungo può lasciarti addosso la sensazione che i giorni trascorsi siano valsi molto di più dei giri percorsi dalle lancette.

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Non il riposo è riposo, ma il mutar fatica alla fatica è riposo [ Bruno Detassis ]

Anche questo week end l’ho dedicato alla Scuola, accompagnando gli allievi del Corso di Alta Montagna sulla normale della Presanella.

Si parte il venerdì, con destinazione Stavel, una breve tappa al Rifugio Denza  (che sarà la nostra splendida casa per questi tre giorni), e ci spostiamo sulla prima neve che si incontra per un ripasso sul campo della legatura in cordata, dei passi su terreno innevato e delle manovre di autoarresto e autosoccorso della cordata. Tutti aspetti fondamentali per potersi muovere in maniera responsabile e consapevole dei rischi, e per prepararsi alla salita del giorno successivo. Gli allievi dovranno infatti procedere in maniera autonoma, mentre noi istruttori li affiancheremo per correggere eventuali errori e, magari, dare qualche consiglio imparato con l’esperienza. Si comincia!

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La lezione è talmente interessante che un giovane camoscio decide di passare a trovarci 😀

Il venerdì mi ha piacevolmente sorpreso: mi sarei aspettato diversi volti annoiati, quasi infastiditi da questo pomeriggio dove non abbiamo salito nulla. A dar troppo credito ai giornali e ai social media, ci si fa l’idea che alla gente non interessi più la formazione, ma solo raggiungere il prima possibile il proprio obiettivo (nel nostro caso, la vetta) per potersi scattare un selfie da condividere a tempo di record.

Non che non ci siano stati i selfie, intendiamoci (e non ci vedo proprio nulla di male)! Però c’è stata una partecipazione davvero attenta, sono state fatte molte domande ed è stato espresso il desiderio di ripetere più e più volte le manovre per assimilarle a dovere. C’è di che essere orgogliosi dei ragazzi di questo corso!

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La Presanella, obiettivo del sabato, con il suo ghiacciaio desolatamente secco…

La sveglia, il sabato, è di quelle che ti fanno riflettere su quanto forte sia la passione per la montagna: 3:30! Eppure nessuno brontola (non si può certo dire lo stesso del russare, invece…), e alle prime luci dell’alba siamo in cammino per la normale.

L’itinerario è piuttosto semplice da descrivere: si aggira il ghiacciaio (ciò che resta), si sale a Passo Cercen, da qui verso la sella di Freshfield e poi dritti verso la Presanella.

Tuttavia, occorre prestare attenzione ai crepacci: lo scarso innevamento di quest’anno, purtroppo, ci ha regalato già a giugno delle condizioni che di solito si trovano a fine stagione. Sono stato in questi posti nel 2014, a fare una via (la Steinkotter sulla nord di Cima Vermiglio) che questo week end nemmeno esisteva…

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Dopo la sella, la vetta sembra vicina, ma per qualcuno la fatica inizia a farsi sentire…
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e poi la cima (la più alta del Trentino, 3558 m.), con una vista sulle Dolomiti di Brenta (ma anche sul Monte Rosa!) che ripaga di ogni sforzo, e rimette le cose della vita nella giusta prospettiva

Alla vetta segue naturalmente la discesa, a ritroso lungo il percorso dell’andata, oppure con una variante che aggira la vedretta della Presanella. Noi abbiamo scelto questa seconda opzione, per aggiungere un po’ di varietà e qualche altro passo di misto.

Alla sera, poi, la terrazza del rifugio ci ha ospitato per fare il sunto della giornata. E’ stato bello sentire la soddisfazione della gioranta passata, i ringraziamenti agli istruttori e i suggerimenti per fare ancora meglio! Noi ci si prova a dare il massimo, e le espressioni stanche ma felici sui volti di tutti sono una gioia e uno stimolo a fare sempre meglio.

Qualcuno mi ha anche seguito per fare un paio di tiri in falesia, tanto per non farsi mancare nulla (per Serena sono, semplicemente, irrecuperabile!)

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a pochi passi dal Denza, una bellissima falesietta dove giocare un po’, come quando bambini si usciva al parco dopo cena…

La domenica, a gran richiesta, ripasso approfondito sui paranchi, fatti proprio sulla vedretta della Presanella: una cornice incantevole per mettere in pratica non solo quanto letto sui manuali! Infatti, ci siamo sbizzarriti nel mostrare varianti e accorgimenti utili in caso di errori o imprevisti 😉

E così finisce anche questa uscita, con il cuore più carico di emozioni e calore, e la testa più leggera.

Grazie a tutti, allievi e istruttori!

Ci si vede in montagna, Berg Heil!

 

 

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