Cavalcando l’orso in Val Daone

Nome simpatico per una vietta altrettanto divertente. Ma la fantozzata è sempre dietro l’angolo 😀

Sabato scorso io e Serena decidiamo di passare due giorni in Val Daone, alla ricerca di un po’ di fresco e con la voglia di imparare meglio questa scalata sul granito. Tra una cosa e l’altra perdiamo un po’ di tempo, e arriviamo in Valle solo nel pomeriggio. C’è la buona possibilità (40% dice il meteo) di prendere qualche goccia d’acqua (pioggerellina, 1mm, dice sempre lo stesso infimo bugiardo) tra le 20:00 e le 21:00. Pazienza dai, fa caldo e poi la discesa sono poche doppie. Al massimo ci mettiamo il guscio,

“tanto danno poca acqua!”

panorama
La via offre una splendida vista sul lago di malga Boazzo

 

Scegliamo quindi di percorrere “cavalcando l’orso”, una vietta di 8 lunghezze che arriva al massimo al grado di 6a. E’ la più facile della parete, consigliata come prima esperienza. Gli spit a tratti sono un po’ distanziati, ma tutti i passaggi più delicati sono ben protetti.

Si attacca alle 16:30, con l’intesa che massimo 3 ore dopo, ovunque saremo, si scende. La discesa infatti non dovrebbe durare più di un’ora/un’ora e mezza… (credici Jak!)

L1

La salita ci diverte, e scorre piacevolmente. Un po’ di fatica a trovare la strada giusta nel tiro di collegamento (una specie di bosco a metà parete), ma comunque in 3 ore arriviamo all’ultima sosta.

ultimo tiro
Una Serena decisamente soddisfatta, di solito siamo più lenti, oggi invece si saliva spediti divertendosi 🙂

E’ il momento di preparare le doppie, la prima va via senza intoppi. Cade anche qualche goccia, come previsto, ma non fa tempo Serena a raggiungermi che ha già smesso.

Alla seconda calata, trovo in sosta due spit con due maglie rapide. E qui commetto una leggerezza che mi costerà cara: passare la corda in entrambe.

Non sarebbe stato un errore se fossero due resinati, o due anelli.

Ma sono due maledette maglie rapide, e quella in basso -lo scoprirò almeno un’ora dopo (!)- quando tento di recuperare le corde da una cinquantina di metri sotto, si mette di traverso. Strozzandole…

Quando dalla sosta successiva tiriamo le corde e queste non si muovono, la soluzione è tanto chiara quanto faticosa e lenta: risalire le corde fino alla sosta sopra per sbloccarle. “amore, mettiti comoda che ci metterò un’oretta”

Secondo voi, ho pensato di mettermi il guscio per fare un lavoro così faticoso? (c’era di mezzo un tratto strapiombante e il muretto di 6a) “No, poi sudo troppo. Tanto, ha già fatto un po’ di pioggerellina, alla peggio mi rinfresco un pochino” O no?

ignari e felici
Allegri e ignari di cosa ci avrebbero riservato le ore successive

Come da copione, la singolare combinazione di nuvola fantozziana e legge di Murphy scatenano un temporale indicibile: il cielo si fa sempre più scuro, tuoni in lontananza che si avvicinano, e l’acqua inizia a scendere a secchiate! Quando sto tornando da Serena, dopo almeno un’ora-un’ora e mezza il cielo si è fatto buio, i lampi -unico vantaggio- a tratti mi indicano la strada e scopro che una delle corde che da me dovrebbero scendere verso il basso si è fissata su un albero sporgente 4 metri sopra di me… altra risalita!! (fortunatamente più breve, ma non meno faticosa perché proprio nel primo tratto strapiombante)

Pazzesco, quando finalmente arrivo da Serena sono bagnato fradicio. Farò il resto della discesa bello rinfrescato (da queste parti lo chiamerebbero un freddo bisso!), con calate corte anche quando in teoria potrei saltare alla sosta successiva: una risalita basta e avanza, grazie!

Sorvoliamo sulle calate in traverso su placche appoggiate: di solito una bazzecola, ma quando queste diventano come gli scivoli del Caneva (noto parco acquatico), la musica cambia!

Sorvoliamo sul fango nei tratti boscosi.

Sorvoliamo in generale sui nodi e gli avvolgimenti che oggi mi hanno regalato le mezze corde: sembravano possedute!

Vi dico solo che quando la lampada frontale ha finalmente illuminato la placchetta col nome della via, ho tirato un sospiro di sollievo!

3 ore a salire, 4 a scendere! credo sia un record 😀

il giorno dopo

Non penso nessuno si sorprenderà quindi del fatto che il giorno dopo ce ne siamo rimasti belli spaparanzati sulle nostre amache in questo bellissimo pratone 🙂

La ciliegina sulla torta? Il 9 luglio era il nostro 11esimo anniversario: Auguri Amore Mio!!

Se non mi hai lasciato dopo questa…

Buone arrampicate a tutti!

Un pensiero su “Cavalcando l’orso in Val Daone

  1. Riccardo

    Che sfortuna!
    La calata è evitabile ,inoltrandosi per 5 min dopo l’ ultima sosta si incrocia un bel sentiero che scende per la val danerba fino alla strada

    "Mi piace"

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