Tristenbach 9/12: si aprono le danze!

L’inverno è arrivato, e finalmente si torna sulle cascate di ghiaccio!

Lo so, posso sembrare un invasato: per quanti ancora non mi conoscono, è bene premettere che in questa stagione tendo a non considerare altre proposte che non siano la salita di flussi gelati! 😀 Il tempo è poco, la stagione breve, bisogna cogliere quindi ogni occasione. (per quelli che aspettano gli altri capitoli sulla Sardegna, sono in lavorazione, abbiate fede)

Tristenbach

Si decide quindi con un paio di amici che eviteremo le zone più affollate (come ad es. la Val Paghera), a costo di fare un pochino di strada in più, e che la prima della stagione sarà di grado contenuto. Niente di meglio quindi della Tristenbach a Riva di Tures, bella cascata di 3+ che nessuno aveva ancora fatto.

Sull’affollamento, scelta perfetta: c’eravamo solo noi! Sul grado, diciamo che di 3+ non ne avevo ancora trovate con strapiombetti da affrontare tra cavolfiori e candelette, ma questo ha solo reso la giornata più divertente 😀

Del resto, si sa che il grado in cascata è molto soggetto a variazioni a seconda delle condizioni, ed è anche il bello di questa attività: non sali mai la stessa cascata due volte!

L1

Si parte con una facile goulottina, molto caratteristica e perfetta per riprendere confidenza con gli attrezzi rimasti troppo tempo nell’armadio, per poi raggiungere attraverso un pianoro nevoso la vera e propria cascata, che si presenta magnifica ai nostri occhi bramosi di ghiaccio.

Tristenbach L2

La salita è divertente e mai faticosa, con qualche passo strapiombante nella sezione in alto. Giusto qualche crosta da evitare, e le meduse che suonano fin troppo fragili (peccato, avrei voluto salirne un paio di quelle in alto a sinistra nella foto, perché sono bellissime a vedersi!).

Ci sarebbe una sosta in una nicchia a destra, ma le condizioni della stessa e la sua scomodità mi suggeriscono di proseguire, che tanto vedo l’uscita poco sopra e ho ancora parecchia corda (premessa: ho fatto così solo perché accompagnato da gente in gamba)…

Ecco, magari la prossima volta usala lo stesso. Rinforzala se vuoi, ma se l’hanno messa lì ci sarà un motivo!

Come da copione, non troverò più ghiaccio sufficientemente buono per approntare una sosta come si deve, e non avrò abbastanza corda per raggiungere la sosta successiva.

Serve quindi un breve tratto in conserva, e si raggiunge un’ottima sosta a spit con tanto di anello di calata (saranno 70 metri dall’inizio di L2, non credo di più). Se avete buona fiducia nel vostro compagno di cordata, tutto sommato può essere una soluzione: il tiro fatto così tutto d’un fiato è davvero molto bello!

Da relazione, proseguendo si dovrebbe raggiungere un piccolo anfiteatro, infilarsi in un canyon e tra pozze e brevi risalti trovare poco più in alto il sentiero. Facile. O forse no.

dove si esce

L’anfiteatro c’è, il canyon (sulla sinistra) pure. Ma quello che non vedete è un laghetto ad uno stato fin troppo liquido che si frappone tra noi e l’uscita 😀

Decidiamo quindi di scalare il facile muretto di destra, e con un po’ d’intuito si rintraccia il comodo sentiero che scende fino alla macchina.

In conclusione, una salita piacevole per riprendere la mano, in un ambiente magnifico che né i -7°C né qualche spindrift sono riusciti a turbare. Che dire poi di Stefano e Andrea, se non GRAZIE! (ho da poco compiuto gli anni, e mi hanno concesso di tirarla tutta da primo)

Buone arrampicate, a presto

L2

 

 

 

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