Dopo il Nuovo Mattino, le Antiche Sere

Il week end del 15 luglio Serena mi ha aiutato a realizzare un desiderio che custodivo da qualche tempo: andare a visitare -e arrampicare- il Vallone di Sea, inseguendo le orme di Gian Piero Motti e Giancarlo Grassi. E questi due giorni sono stati anche al di sopra delle mie aspettative!

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Queste rocce sono strettamente legate al movimento del Nuovo Mattino e alla nascita dell’arrampicata libera (ne avevo già parlato qui) o, meglio, al suo sviluppo. La loro scoperta e frequentazione è, infatti, successiva alle gesta nella Valle dell’Orco. Ecco che allora, nella fantasia di G. P. Motti (che qui non arrampicherà mai, eccezion fatta per una fessura che reca il suo nome), Sea assume dei contorni magici e malinconici, che vengono vissuti dal suo sguardo sensibile con una crepuscolare malinconia.

Perché Antiche Sere? Perché un albero mette frutti e fiori soltanto se ha radici e soltanto se la linfa vitale scorre dalle radici ai rami: se si taglia l’albero all’altezza delle radici, ahimé!, ben presto esso morirà, diverrà un tronco secco da ardere, senza fiori e senza frutti. Qualcuno, forse in buona fede, ha cercato e sta cercando di segare l’albero per staccarlo dalle sue radici, con l’illusione di dargli finalmente la libertà di movimento. Ma forse si è ancora in tempo a porre riparo, a cicatrizzare la ferita, ormai molto estesa, e a ricollegare i capillari della linfa con le radici sottostanti. Molti cominciano già a vedere che l’albero dà frutti avizziti, quasi non dà più fiori, va perdendo le foglie e rinsecchendosi nei rami. Ed è per questo che mi sono preso l’arbitrio di usare tanto mito nel battezzare le pareti: lo si voglia o no, è nel mito che possiamo trovare il senso del nostro esistere e la risposta ai grandi perché della vita. [G.P. Motti]

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Quella che prima aveva il nome di guglia verde, viene ribattezzata la “Torre di Gandalf il Mago”

E nel mito Motti attinge a piene mani: le pareti hanno nomi magici come Specchio di Iside, Torre di Gandalf, Trono di Osiride! Nel rispetto di questa idea, anche Gian Carlo Grassi -che a Sea aprirà numerosissimi itinerari, anche sperimentando stili e tecniche diverse, ad esempio spittando dall’alto alcune placche per cercare i limiti dell’aderanza- manterrà il richiamo a un immaginario fantastico nelle sue descrizioni degli itinerari. (per chi fosse interessato ad approfondire, non posso che suggerire un bellissimo articolo di M. Blatto, e la pagina un po’ di storia a cura del Gruppo Rocciatori Val di Sea –https://rocciatorivaldisea.wordpress.com/, che si prende cura di un po’ di manutenzione degli itinerari: grazie!)

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Con queste premesse, potete forse immaginare l’entusiasmo con cui mi sono avventurato alla scoperta della Valle di Sea!

Il nostro cammino inizia quindi proprio sulla Torre di Gandalf il Mago (che nome evocativo!) con una delle prime vie aperte in valle: “Sorgente Primaverile”, di Isidoro Meneghin. Una via con buone soste a spit e tiri da proteggere quasi integralmente (ci sono giusto un paio di chiodi in tutto): la ricetta giusta per una salita breve ma ingaggiante.

sorgente primaverile, L1

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il primo tiro, brava Serena!

Dopo una lunghezza abbastanza impegnativa, ci aspetta un condensato dell’arrampicata su granito: dulfer, diedri e incastri! Che bella salita, una via che non mi stancherò più di consigliare agli amici 🙂

sorgente primaverile: la fessura a incastro
ovviamente, quando le avevo chiesto se voleva che nastrassi anche l’altra mano mi ha detto di no… e qui se la ride che ovviamente occorre incastrare la sinistra 🙂

Il secondo giorno decidiamo invece di provare qualcosa di un po’ più difficile per noi: “Titanic” alla Parete dei Titani, una classica della Valle, protetta a fix non sempre poi così vicini, con 6a obbligatorio e difficoltà fino al 6c nell’ultima lunghezza (azzerabile, e infatti si è dimostrato ancora troppo per me). Per raggiungerla occorre addirittura guadare il torrente: una decisa sveglia per il resto della giornata 🙂

La via ci è piaciuta moltissimo: una serie di diedri verticali e fessure veramente entusiasmanti. Piuttosto costante nelle difficoltà (6b; 6b; 6a; 6a; 6a+; 6a+; 6c/Ao), in un contesto da sogno! La mattina poi abbiamo incontrato l’apritore che prendeva un caffè insieme ad altri Rocciatori di Sea: era decisamente sorpreso che venissimo fin da Verona per vedere il Vallone e, quando ha saputo cosa volevamo fare, con un sorrisetto complice ci ha detto che era la via più bella 😉

Non ero nemmeno convinto che sarei riuscito ad arrampicare in libera a vista i tiri di 6b, e invece riuscirci mi ha dato un sacco di soddisfazione: i movimenti cui poi la linea ti costringe sono veramente belli!

Un fine settimana veramente entusiasmante, speciale non solo per il mito raccontato da Motti e tenuto vivo grazie a quelli che, ripetendo le vie, tengono accesa la fiamma di Sea, ma anche grazie a quel mito di Serena, che mi accompagna con un gran sorriso anche quando sa che dovrà faticare. E su granito, specie verticale, c’è da faticare parecchio!

Buone arrampicate, e buone letture

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Per ulteriori approfondimenti, suggerisco questi due link:

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2 pensieri su “Dopo il Nuovo Mattino, le Antiche Sere

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